“Un giorno questo dolore ti sarà utile” 👓

Brano tratto dal romanzo di Peter Cameron.

“Ho scoperto dopo che Camp Zephyr non era neppure una normale scuola di vela, ma quel genere di posti pubblicizzati sulle ultime pagine dei giornali (insieme agli istituti di preparazione alle accademie militari) dove si cerca di raddrizzare gli adolescenti gravemente problematici grazie alle meraviglie del lavoro manuale e della natura. Anche il motto del campo era sinistro: «Sii forte e paziente; un giorno questo dolore ti sarà utile».

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Con moderazione (la mia) 👓

Eh niente, c’è sempre una prima volta.

Sono riuscita a tossire molto poco, a dire i nomi e le date giuste, a leggere solo un paio di volte gli appunti e soprattutto, sono riuscita nel buon proposito di non fare figure merdose.

Che proprietà di linguaggio.

Insomma e in sintesi, mercoledì 31 gennaio ho fatto da moderatrice a Sergio Marcon, co-autore della biografia “Le Memorie del Nonno” di Benvenuto (Nino) Marcon, di fronte ad un attentissimo ed emozionato pubblico di colleghi e famigliari, in Ferramenta Livenza.

Il mio battesimo letterario, per così dire.

A parte il microfono con audio discutibile e un mio quasi torcicollo per panico-da-pubblico-in-sala, è stato entusiasmante fare da spalla all’autore e trasmettere a voce la passione per le parole scritte.

Grazie Sergio, grazie Nino. Ce l’abbiamo fatta.

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La piuma

Una raccolta di racconti di Giorgio Faletti.

La mia recensione striminzita:

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena sarebbe con me
Tutti vestiti di vento a inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente.

Dal brano “Signor tenente” di Giorgio Faletti, Sanremo 1994.

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(Rima)neggiando le parole… buon anno!

Gennaio: oh che noia, oh che paura, qui ci serve disinvoltura! Perché sei un mese un po’ pazzo, perché sei un mese un po’ del ca… somai. CASOMAI.

Febbraio: ho coriandoli dappertutto, se ne vuoi te li rutto. Mi son finiti persino in pancia, ma ti sei vestito da arancia? Che mascherina divertente, Madò sto rutto è fetente.

Marzo: ho uno zio che vive a Tarzo e che s’è buscato la polmonite, farà il botto come dinamite? Uno starnuto e ancor di più, ad aprile arrivaci tu.

Aprile: polline a gran folate, allergie a valangate – E se fa brutto c’è chi scia – me l’ha detto la Maria. La Maria del Millelire, ma Pasqua è ad aprile?

Maggio: una fetta di formaggio! Perché le ciliegie son roba d’altri tempi, in arrivo cambiamenti. Piove l’acqua, scalda il sole, ti va una pizza, cara Jole?

Giugno: scaldiamo i motori, ci si diverte a priori! Perché nell’aria è già estate e le feste son esagerate. Chiama anche la tua amica, in quanti siamo sulla Micra? Fatti in là e lasciala salire, destinazione via Bafile.

Luglio: sto seduto su uno scoglio, sto guardando il lungomare, all’orizzonte il litorale. E mi brucio e mi scotto, mi sbilancio e vado sotto. Ho bisogno delle ferie, sono un sacco di macerie.

Agosto: hai gonfiato i braccioli e ciucciato i ghiaccioli? Hai pompato il canotto e aggiustato il cruscotto? Allora parti e vai lontano, buone vacanze e torna sano.

Settembre: in palestra, solo minestra, ad un corso, ma solo un morso, lunedì ricomincio, mi ci metto, mi cimento, lo prometto. Hai fatto i compiti? Finite le ripetizioni? Quanti progetti e quante parole, ma nei fatti? Tanta prole.

Ottobre: zucche vuote e morti viventi, non è Halloween, sono i parenti. Nessuna offesa, è uno scherzetto, festa in cimitero, vuoi un dolcetto?

Novembre: nebbia fitta che ti fotte, influenza che ti stende, fuggi fuggi generale, quanto manca a Natale?

Dicembre: bianco come il latte, rosso come il vino, questo è il mese del Divino. Ma oltre al sacro c’è il profano e io ti adoro Oh mio Divano! A te rivolgo la mia letterina, caro Babbo scelgo quello in vetrina. Grande, soffice e spazioso, vorrei un tempo assai ozioso. E con questa finiamo in stile, ci si rivede… in via Bafile!

Buon anno!

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