Un romanzo di Stephen King.

La mia recensione striminzita: riconoscersi in un romanzo, manco fosse stato scritto di proposito per me.
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Indosso occhiali da secchiona per sembrare intelligente
Un romanzo di Stephen King.

La mia recensione striminzita: riconoscersi in un romanzo, manco fosse stato scritto di proposito per me.
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Brano tratto dal romanzo di Jack London.
“Erano dimenticati i giorni in cui avevano cacciato insieme, la selvaggina che avevano abbattuta, la carestia patita: quelle erano cose del passato. Si trattava, ora, del problema dell’amore, più duro e crudele di quello di procurarsi il cibo”.
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Brano tratto dal romanzo di Giorgio Faletti.
“Ma a calpestare il suolo c’erano loro, gli uomini di questa terra, uguali a uomini di cento altri posti, in guerra su ogni cosa e d’accordo su una sola: il tentativo disperato di distruggere tutto quanto”.
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Brano tratto dal romanzo di Giorgio Faletti.
“È una musica accorata, così tenue da evocare i ricordi, la malinconia che spezza il fiato, le sofferenze acute che chiedono solo di essere dimenticate. È la musica senza memoria che la memoria desidera per cessare di esistere”.
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Brano tratto dal romanzo di Gian Mario Villalta.
“La vita procede per strappi, per eventi imprevisti, per piccole e grandi catastrofi. Sicuramente è quasi impossibile raccontarla riuscendo a cogliere la verità di quello che succede: ci sono legami più lunghi, profondi e invisibili, radici interrate da anni che riaffiorano; e poi ci sono avvenimenti che non hanno spiegazione, e che ci arrivano addosso, ci mettono nella condizione di dover ricucire tutto da capo”.
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Brano tratto dal romanzo di Gian Mario Villalta.
“Anch’io ho avuto un’infanzia felice, cosa credi? Cosa vuoi che me ne potesse importare di tutto il resto: mia madre e mio padre mi amavano, avevo un nonno leggendario che viveva per me. Nessuno ha abusato di me, non ho mai avuto né fame né sete. Secondo te, se qualcuno mi chiamava s’ciavo o se una vecchia risentita diceva che mio padre era un ‘rovinafamiglie’, mi doveva sconvolgere? Poi viene il momento di uscire dall’infanzia. Nessuno sa quanta paura e quanto dolore può provare un bambino alla fine di un’infanzia felice”.
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