Un romanzo di Marco Rossari.

La mia recensione striminzita: Occhiali: strumento ottico correttivo che compensa i vizi dell’Iride durante la lettura (vedi alla voce).
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Indosso occhiali da secchiona per sembrare intelligente
Un romanzo di Marco Rossari.

La mia recensione striminzita: Occhiali: strumento ottico correttivo che compensa i vizi dell’Iride durante la lettura (vedi alla voce).
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Brano tratto dal romanzo di Daniel Glattauer.
“Perché ti scrivo? Perché ne ho voglia. E perché non voglio attendere in silenzio la settima onda. Sì, qui si narra la storia della settima onda, l’inflessibile. Le prime sei sono prevedibili e armoniose. Si condizionano a vicenda, sorgono una dopo l’altra, non fanno sorprese. Preservano la continuità. Sei assalti, che appaiono così diversi se osservati a distanza, sei assalti… e sempre lo stesso obiettivo.
Occhio però alla settima onda! È imprevedibile. Passa a lungo inosservata, partecipa all’assalto monotono, si adegua a quante l’hanno preceduta. Talvolta, però, fugge via. Sempre e solo lei, sempre e solo la settima onda. Perché è spensierata, ingenua, ribelle, spazza via tutto, gli dà un’altra forma. Migliore o peggiore? Possono dirlo solo quanti, afferrati da lei, hanno avuto il coraggio di raccoglierne la sfida, di lasciarsi incantare dalla sua malia”.
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Un romanzo di Francis Scott Fitzgerald.

La mia recensione striminzita: che storia mal riuscita, che fallimento! Incroyable, Dicole!
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Brano tratto dal romanzo di Daniel Glattauer.
“Sembra che ci siamo conosciuti apposta per dirci addio”.
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Un romanzo di Robert L. Stevenson.

La mia recensione striminzita: il sale fa male, malissimo. Guai seri a farne scorta.
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Brano tratto dal romanzo di Daniel Glattauer.
“Le correnti d’aria fredda bloccano il collo e restringono la visuale. Si guarda solo avanti, verso la presunta meta, e non ai lati, dove scorrono quegli attimi per cui vale la pena intraprendere il viaggio”.
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