Un romanzo di Domenico Starnone.

La mia recensione striminzita: di stucco son rimasta. Cremonini, ti prego, pensaci tu: possibili scenari si contendono le nostre vite…
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Indosso occhiali da secchiona per sembrare intelligente
Un romanzo di Domenico Starnone.

La mia recensione striminzita: di stucco son rimasta. Cremonini, ti prego, pensaci tu: possibili scenari si contendono le nostre vite…
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Brani tratti dal racconto di Paolo Ciampi.
“Per me una città sono le sue librerie. Quante ce ne sono, come sono, se sono indipendenti o di catena, se riescono a organizzare qualcosa di diverso dalla solita presentazione che ormai si filano in pochi […] le librerie, per me presidi di umanità.”
“Sulle panchine, ai caffè, vedo più gente a leggere che alle prese con gli smartphone, non è cosa di cui vergognarsi in pubblico.”
“Le librerie, odore di altri tempi, eleganza che resiste.”
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Un racconto di Paolo Ciampi.

La mia recensione striminzita: il titolo mantiene la promessa: ho trovato di tutto qui dentro, tranne che i luoghi comuni.
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in compagnia di Alessandro Barbaglia e Odette Copat.
Già che sulla soglia m’imbatto in Odette Copat è cosa che promette molto bene perché proprio non sapevo fosse lei la moderatrice dell’incontro; baci e abbracci a profusione, ma guarda un po’ che bella sorpresa.
Poi entro in sala Canevon e trovo diecimila ragazzini, per una volta non dotati di smartphone ma superdotati di libro, e che libro: Scusa ma resto qui di Alessandro Barbaglia, una storia epistolare a colpi di WhatsApp che suscita lacrime e risate, smuove quesiti e pretende risposte.


Dopo di che si inizia: la presentazione è diretta e sincera, nel senso che Barbaglia ha un’empatia immediata e assoluta che può essere solo spontanea, per niente costruita. Beato lui e bravo lui, io con gli adolescenti sono piuttosto negata.
Comunque: il romanzo prende, emoziona, fa riflettere. Comprato, non ancora letto, in scalpitante attesa sul comodino. Talmente in linea con il mio mood che ho pure lo smalto in tinta copertina. Che stile, eh?

Infine, la foto di rito: da sinistra a destra, la scrittrice Odette Copat, il vice sindaco di Brugnera Silvia Piovesana, lo scrittore Alessandro Barbaglia, la Secchiona cioè io, la curatrice di Pordenonelegge Valentina Gasparet.
Ed è solo martedì mattina 😍👓
Un saggio di Lorenzo Gasparrini

La mia recensione striminzita: non credo che un saggio sia sufficiente per capire ma sono convinta sia molto saggio continuare a provarci.
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Traguardi che in realtà sono inizi.
Che poi non è un gioco e nemmeno un lavoro, magari lo fosse, è più che altro il mio progetto creativo senza compromessi post ufficio e post famiglia, a volte anche durante tutto ciò, lo ammetto, che mi rende felice felice.
In sintesi sto parlando di questo blog: in bene e in male (più in bene però, dai) acqua del mio mulino. Che, come tale, a volte prende percorsi inaspettati, arrivando in luoghi nuovi: in questi giorni sono sbarcata a Udine dove, grazie alla beneficienza (è davvero il caso di dirlo) di Bottega Errante Edizioni (per gli amici BEE), sono poi giunta in Romania.
Insomma, fiduciosi della mia attività di blogger, mi hanno regalato il libro “Non è il paese di Dracula” di Paolo Ciampi, per sapere cosa ne penso.


LA SODDISFAZIONE CHE HO NEL CUORE: OTTENERE LA FIDUCIA DI UNA CASA EDITRICE CHE NON MI CONOSCE DI PERSONA MA CHE RICONSOCE IL MIO IMPEGNO CON I LIBRI.
Sono molto felice di questa cosa, molto orgogliosona di me che sono partita da zero e qualche passo lo sto facendo e molto, molto grata a chi mi sta aiutando in questo percorso fra le pagine di saggi e romanzi: è vero, verissimo, che i risultati migliori si ottengono in squadra… come quando si gioca in staffetta.
Anche se poi, alla fin fine, proprio un gioco non è. PASSIONE VERA, ecco cos’è.
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