Un romanzo di Daniel Glattauer.

La mia recensione striminzita: io mi Fido (nel senso che nonostante la storia sia al quanto bizzarra e a tratti improbabile, c’è da fidarsi -vita da cani!- a leggerla tutta).
E comunque: bau, bau! Cu-cu, cu-cu!
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Indosso occhiali da secchiona per sembrare intelligente
Un romanzo di Daniel Glattauer.

La mia recensione striminzita: io mi Fido (nel senso che nonostante la storia sia al quanto bizzarra e a tratti improbabile, c’è da fidarsi -vita da cani!- a leggerla tutta).
E comunque: bau, bau! Cu-cu, cu-cu!
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Un romanzo di Donna Tartt.

La mia recensione striminzita: agli amanti dei sinonimi (eccomi), della vodka (passo) e in generale ai farmacisti (una volta ho perso la testa per uno studente di Farmacia ma ve lo racconto -magari- più avanti).
In ogni caso, per darvi un assaggio del capolavoro magistrale di romanzo qui sopra, vi snocciolo alcune triplette dell’autrice, equiparabili agli haiku giapponesi:
E poi la mia: monumentale, inscalfibile, colossale… questo romanzo.
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Una storia vera (verissima, la sua) di Ada d’Adamo.

La mia recensione striminzita: poter scegliere, questo è il senso della democrazia. Struggente, feroce, democratica, intima, significato compiuto dell’amore materno: una storia vera.
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Un romanzo di Gail Honeyman.

La mia recensione striminzita: tanto fumo e molto molto molto arrosto. Da bere tutto d’un fiato.
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Un’autobiografia di Rosaria Costa.

La mia recensione striminzita: non mi sento di recensire un bel niente, cosa vuoi dire più di “io vi perdono però voi vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare, loro non vogliono cambiare.”
Grazie Rosaria. Per il sacrificio, per la testimonianza, per la legalità.
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Un romanzo di Benedetta Cibrario.

La mia recensione striminzita: intenso, corposo, strutturato. Un incanto.
Come il vino che produce, i cavalli che monta, la terra che descrive, la tenuta che coltiva, la Storia che racconta, l’alta classe di cui è intriso, il mancato amor che lo dispera.
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