Un racconto di Benvenuto (Nino) Marcon, a cura di Sergio Marcon.
La mia recensione striminzita: se toccasse a me, sarei in grado di sopravvivere? Sarei capace di affrontare guerra e prigionia e uscirne viva? Avrei la forza di resistere a fame, freddo, dolore, fatica, paura? È umanamente concepibile e accettabile tutto questo?
La mia recensione striminzita: di bestie e di bestiame, di asini e di camosci. Un secondo per favore, un secondino soltanto, ho bisogno di un’ora d’aria. Maestrale, magistrale.
“Gli unici a rimanere senza sforzo dentro l’istante che stanno vivendo sono i bambini, gli innamorati e gli artisti, che in fondo altro non sono che bambini innamorati“.
C’era una volta un mondo incontaminato, verde, puro e immacolato, con numerosi animali liberi, selvaggi e senza troppi pensieri. Era molto tempo fa. Prima che arrivassero i Sapiens Sapiens con generose quantità di asfalto e cemento, smog, fucili e mattanze varie.
Ma la Natura è più forte e saggia, lo è sempre stata, e pian piano ripristina tutti gli equilibri e gli sgarri, le ingiustizie e gli spazi. Insomma, sa mettere al suo posto tutto e tutti e così un bosco ritorna a germogliare ed espandersi mentre cervi, caprioli e camosci pascolano sereni, chi furtivo tra gli alberi, chi arrampicato sulle pareti spoglie. Dei Sapiens Sapiens ancora nessun vero segnale di meritata estinzione, solo qualche pandemica avvisaglia.
Ne parleremo con Giancarlo Ferron e il suo splendido libro “Il ritorno del bosco”mercoledì 13 marzo alle 18.00 in Ferramenta Livenza, tra foto suggestive realizzate dall’autore (che è anche guardiacaccia e fotografo naturalista) e racconti emozionanti vissuti in prima persona da Ferron camminando fra sentieri e dirupi. Ingresso gratuito ed aperto a tutti.
Non mancate, ci sarà di che discutere ed emozionarci.