La piuma

Una raccolta di racconti di Giorgio Faletti.

La mia recensione striminzita:

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena sarebbe con me
Tutti vestiti di vento a inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente.

Dal brano “Signor tenente” di Giorgio Faletti, Sanremo 1994.

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(Rima)neggiando le parole… buon anno!

Gennaio: oh che noia, oh che paura, qui ci serve disinvoltura! Perché sei un mese un po’ pazzo, perché sei un mese un po’ del ca… somai. CASOMAI.

Febbraio: ho coriandoli dappertutto, se ne vuoi te li rutto. Mi son finiti persino in pancia, ma ti sei vestito da arancia? Che mascherina divertente, Madò sto rutto è fetente.

Marzo: ho uno zio che vive a Tarzo e che s’è buscato la polmonite, farà il botto come dinamite? Uno starnuto e ancor di più, ad aprile arrivaci tu.

Aprile: polline a gran folate, allergie a valangate – E se fa brutto c’è chi scia – me l’ha detto la Maria. La Maria del Millelire, ma Pasqua è ad aprile?

Maggio: una fetta di formaggio! Perché le ciliegie son roba d’altri tempi, in arrivo cambiamenti. Piove l’acqua, scalda il sole, ti va una pizza, cara Jole?

Giugno: scaldiamo i motori, ci si diverte a priori! Perché nell’aria è già estate e le feste son esagerate. Chiama anche la tua amica, in quanti siamo sulla Micra? Fatti in là e lasciala salire, destinazione via Bafile.

Luglio: sto seduto su uno scoglio, sto guardando il lungomare, all’orizzonte il litorale. E mi brucio e mi scotto, mi sbilancio e vado sotto. Ho bisogno delle ferie, sono un sacco di macerie.

Agosto: hai gonfiato i braccioli e ciucciato i ghiaccioli? Hai pompato il canotto e aggiustato il cruscotto? Allora parti e vai lontano, buone vacanze e torna sano.

Settembre: in palestra, solo minestra, ad un corso, ma solo un morso, lunedì ricomincio, mi ci metto, mi cimento, lo prometto. Hai fatto i compiti? Finite le ripetizioni? Quanti progetti e quante parole, ma nei fatti? Tanta prole.

Ottobre: zucche vuote e morti viventi, non è Halloween, sono i parenti. Nessuna offesa, è uno scherzetto, festa in cimitero, vuoi un dolcetto?

Novembre: nebbia fitta che ti fotte, influenza che ti stende, fuggi fuggi generale, quanto manca a Natale?

Dicembre: bianco come il latte, rosso come il vino, questo è il mese del Divino. Ma oltre al sacro c’è il profano e io ti adoro Oh mio Divano! A te rivolgo la mia letterina, caro Babbo scelgo quello in vetrina. Grande, soffice e spazioso, vorrei un tempo assai ozioso. E con questa finiamo in stile, ci si rivede… in via Bafile!

Buon anno!

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“Più alto del mare” 👓

Brano tratto dal romanzo di Francesca Melandri.

“Ma c’era anche qualcos’altro che non avevano mai saputo. Che potesse esistere un amore lontano dalla terraferma del quotidiano, a mille miglia dalla costa dei progetti. Un amore che come un’imbarcazione d’altura non ha intorno nulla tranne una sconfinata distesa di rotte possibili che però, già si sa, nè le circostanze nè il tempo permetteranno di esplorare. E che tuttavia non è meno reale, meno profondo degli amori ancorati saldamente a riva. Un amore in alto mare“.

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