La staffetta è un gioco di squadra

Traguardi che in realtà sono inizi.

Che poi non è un gioco e nemmeno un lavoro, magari lo fosse, è più che altro il mio progetto creativo senza compromessi post ufficio e post famiglia, a volte anche durante tutto ciò, lo ammetto, che mi rende felice felice.

In sintesi sto parlando di questo blog: in bene e in male (più in bene però, dai) acqua del mio mulino. Che, come tale, a volte prende percorsi inaspettati, arrivando in luoghi nuovi: in questi giorni sono sbarcata a Udine dove, grazie alla beneficienza (è davvero il caso di dirlo) di Bottega Errante Edizioni (per gli amici BEE), sono poi giunta in Romania.

Insomma, fiduciosi della mia attività di blogger, mi hanno regalato il libro “Non è il paese di Dracula” di Paolo Ciampi, per sapere cosa ne penso.

La mia espressione gioiosa…
…grazie al mio primo vero libro staffetta.

LA SODDISFAZIONE CHE HO NEL CUORE: OTTENERE LA FIDUCIA DI UNA CASA EDITRICE CHE NON MI CONOSCE DI PERSONA MA CHE RICONSOCE IL MIO IMPEGNO CON I LIBRI.

Sono molto felice di questa cosa, molto orgogliosona di me che sono partita da zero e qualche passo lo sto facendo e molto, molto grata a chi mi sta aiutando in questo percorso fra le pagine di saggi e romanzi: è vero, verissimo, che i risultati migliori si ottengono in squadra… come quando si gioca in staffetta.

Anche se poi, alla fin fine, proprio un gioco non è. PASSIONE VERA, ecco cos’è.

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Demi Moore or Less

Questa cosa che la divina Demi Moore non assomigli più alla divina Demi Moore mi fa un po’ strano.

Non credo, perché è evidente, che i fattori di maggior cambiamento siano stati il tempo o la vita: inesorabili, imprevedibili, democratici. Il contributo più importante è arrivato da un’altra fonte: quella dell’eterna giovinezza chirurgica.

E mi chiedo il perché.

Forse perché varcati i sessanta, se vuoi continuare a lavorare, in barba al più che dimostrato talento, devi comunque attenerti a certi standard estetici hollywodiani?

Perché le vicissitudini della vita ti hanno minato l’autostima?

Perché è solo questione di vanità e di mezzi con cui assecondarla?

Perché nonostante tutto, non ti basti mai?

Perché hai problemi mentali che curi dal medico sbagliato?

Perché ti senti sempre sconfitta dal confronto?

A me questa cosa che la divina Demi Moore non assomigli più alla divina Demi Moore mi fa anche un po’ paura, perché se è successo a lei che è davvero Moore, cosa potrebbe succedere a una normalissima Less?

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#amoleggere perché..

Il mio pordenonelegge 2025.

Dio che metti al mondo Scrittori e Scrittrici, ti prego, continua così. #amoleggere perché la Scrittura aiuta a capire e capire migliora gli Uomini.

Con Toni Capuozzo a Villa Varda.
Con Viola Ardone al Capitol.

I regali quelli belli, inaspettati e fatti con il cuore, da parte di Edizioni Biblioteca dell’Immagine: amici nuovi e autentici, persone vere, di sostanza. Che, manco a dirlo, ho conosciuto grazie ai Libri. #amoleggere perché i libri sono ponti che uniscono le persone.

Gli amici e le amiche di EBI.
Il regalo inaspettato.
EBI in tutto il suo splendore.

Costruire il futuro è un progetto che inizia nel presente. “Battesimo del Libro” per i miei bambini al loro primo pordenonelegge. #amoleggere perché le buone abitudini vanno insegnate e le passioni trasmesse.

Edoardo e Luna al loro esordio al festival.
Immancabili regalini.

Momenti che mi rendono felice: camminare nella mia città, entrambe immerse nei Libri. #amoleggere perché le Storie mi portano ovunque, pur rimanendo qua.

Dedicato a Paola Tantulli.
Cose che non bastano mai!
Baciati dal sole.

La fortuna di vivere a due passi da Pordenone. La gratitudine per una manifestazione (di cultura, di condivisione, di approfondimento) come questa. Grazie pordenonelegge!

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Il libro perduto

Non è la fine del mondo… ma poco ci manca.

Questa cosa che ho perso un libro mi sta facendo venire troppi dubbi sulla mia capacità di riordino, gestione dei prestiti, vista, memoria.

Quindi è probabile che io stia diventando disordinata, troppo generosa, cieca o dislessica o entrambe le cose, demente.

Di sicuro mi sto trasformando in una palpeggiatrice ansiosa di libri, nel senso che dopo aver controllato, letto e riletto tutti i titoli e tutti i nomi e i cognomi degli autori sul dorso di ogni singolo romanzo presente nella libreria di casa mia, ho allungato le mani, ebbene sì, HO ALLUNGATO LE MANI per tastare lo spazio fra i libri e il muro, metti mai che il libro perduto sia caduto proprio là. Come se avesse le gambe per tuffarsi, no?

Eppure. Eppure non l’ho di certo prestato: per regola presto solo i libri che mi sono piaciuti pochissimo, così se non mi vengono restituiti sembro (sembro) pure magnanima.

Eppure. Eppure non l’ho letto in biblioteca. Questo romanzo è proprio mio. O dovrei dire era?

Eppure. Eppure non l’ho rivenduto su Libraccio o su Vinted. Ho controllato gli ordini e chiamato il servizio clienti. Niente.

OPPURE! Lampo di genio: se mi fosse stato rubato? A parte da chi e quando, ma proprio quel preciso libro che mi serviva sabato scorso per il firma copie? POSSIBILE?

Sto impazzendo. Forse dovrei seguire il suggerimento di mio marito, il Pratico e Metodico di casa: ricomprarlo. MA NO: troppo facile. Io rivoglio il mio libro perduto, c’ho riso e pianto un sacco insieme.

Ironia della sorte: Non è la fine del mondo, s’intitola così.

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