Un romanzo di Patrick Modiano.

La mia recensione striminzita: onirico, impalpabile, una nuvola di tulle.
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Indosso occhiali da secchiona per sembrare intelligente
Un romanzo di Patrick Modiano.

La mia recensione striminzita: onirico, impalpabile, una nuvola di tulle.
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Il mio pordenonelegge 2025.
Dio che metti al mondo Scrittori e Scrittrici, ti prego, continua così. #amoleggere perché la Scrittura aiuta a capire e capire migliora gli Uomini.


I regali quelli belli, inaspettati e fatti con il cuore, da parte di Edizioni Biblioteca dell’Immagine: amici nuovi e autentici, persone vere, di sostanza. Che, manco a dirlo, ho conosciuto grazie ai Libri. #amoleggere perché i libri sono ponti che uniscono le persone.



Costruire il futuro è un progetto che inizia nel presente. “Battesimo del Libro” per i miei bambini al loro primo pordenonelegge. #amoleggere perché le buone abitudini vanno insegnate e le passioni trasmesse.


Momenti che mi rendono felice: camminare nella mia città, entrambe immerse nei Libri. #amoleggere perché le Storie mi portano ovunque, pur rimanendo qua.



La fortuna di vivere a due passi da Pordenone. La gratitudine per una manifestazione (di cultura, di condivisione, di approfondimento) come questa. Grazie pordenonelegge!
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Un romanzo di Joël Dicker

La mia recensione striminzita: di una tristezza inconsolabile perché la guerra c’è stata e c’è ancora e gli Uomini non cambiano, anzi: peggiorano.
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Non è la fine del mondo… ma poco ci manca.
Questa cosa che ho perso un libro mi sta facendo venire troppi dubbi sulla mia capacità di riordino, gestione dei prestiti, vista, memoria.
Quindi è probabile che io stia diventando disordinata, troppo generosa, cieca o dislessica o entrambe le cose, demente.
Di sicuro mi sto trasformando in una palpeggiatrice ansiosa di libri, nel senso che dopo aver controllato, letto e riletto tutti i titoli e tutti i nomi e i cognomi degli autori sul dorso di ogni singolo romanzo presente nella libreria di casa mia, ho allungato le mani, ebbene sì, HO ALLUNGATO LE MANI per tastare lo spazio fra i libri e il muro, metti mai che il libro perduto sia caduto proprio là. Come se avesse le gambe per tuffarsi, no?
Eppure. Eppure non l’ho di certo prestato: per regola presto solo i libri che mi sono piaciuti pochissimo, così se non mi vengono restituiti sembro (sembro) pure magnanima.
Eppure. Eppure non l’ho letto in biblioteca. Questo romanzo è proprio mio. O dovrei dire era?
Eppure. Eppure non l’ho rivenduto su Libraccio o su Vinted. Ho controllato gli ordini e chiamato il servizio clienti. Niente.
OPPURE! Lampo di genio: se mi fosse stato rubato? A parte da chi e quando, ma proprio quel preciso libro che mi serviva sabato scorso per il firma copie? POSSIBILE?
Sto impazzendo. Forse dovrei seguire il suggerimento di mio marito, il Pratico e Metodico di casa: ricomprarlo. MA NO: troppo facile. Io rivoglio il mio libro perduto, c’ho riso e pianto un sacco insieme.
Ironia della sorte: Non è la fine del mondo, s’intitola così.
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Un romanzo di Joël Dicker

La mia recensione striminzita: molto più ingarbugliato di Harry Quebert.
Fossi in voi eviterei le biondine squilibrate, i gabbiani, gli amici che fanno i misteriosi e, possibilmente, di finire morti ammazzati in una buca.
Ah sì: gli orsi. State attenti anche a quelli.
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Un romanzo di Andrea Bajani

La mia recensione striminzita: dev’essere fatto di piombo, più che di carta.
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