Un romanzo di Patrick Modiano.

La mia recensione striminzita: onirico, impalpabile, una nuvola di tulle.
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Indosso occhiali da secchiona per sembrare intelligente
Un romanzo di Patrick Modiano.

La mia recensione striminzita: onirico, impalpabile, una nuvola di tulle.
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Un romanzo di Joël Dicker

La mia recensione striminzita: di una tristezza inconsolabile perché la guerra c’è stata e c’è ancora e gli Uomini non cambiano, anzi: peggiorano.
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Un romanzo di Joël Dicker

La mia recensione striminzita: molto più ingarbugliato di Harry Quebert.
Fossi in voi eviterei le biondine squilibrate, i gabbiani, gli amici che fanno i misteriosi e, possibilmente, di finire morti ammazzati in una buca.
Ah sì: gli orsi. State attenti anche a quelli.
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Un romanzo di Andrea Bajani

La mia recensione striminzita: dev’essere fatto di piombo, più che di carta.
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Un romanzo di Luca Bianchini

La mia recensione striminzita: tre giorni immersi nel perfetto e imprevedibile Matrimonio all’Italiana, con un pizzo di pepe (ma no, che dico: dosi massice di peperoncino) su retroscena, intrallazzi e panorami pugliesi che perfino Renzo e Lucia ne avrebbero riso di gusto, fra scorpacciate di taralli e folate di maestrale.
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Un romanzo di Joël Dicker

La mia recensione striminzita: anche meglio di Harry Quebert.
Tra queste pagine sono stata ricca, sincera, onesta, proiettata verso un futuro radioso. Ho vissuto nel lusso assoluto, nelle ville più belle degli Hamptons, fra partite di football, campus universitari, milioni di dollari a bordo piscina, in compagnia di amici fraterni, genitori amorevoli, persone brillanti che risplendevano di luce propria. Poi il mare della Florida (o della Sardegna, non so) ha bagnato le pagine del libro, qualcosa ha cambiato forma, si è rotto e, inevitabilmente, la storia ha preso una piega diversa, il libro è finito.
Un progetto ambizioso, riuscito. Ottimo lavoro, Markikette.
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